76) Frank. Come i guelfi e i ghibellini.
Scritta nel 1931, quando il filosofo russo Semn Frank era ormai
da quasi dieci anni in esilio in Germania, il saggio Destra o
sinistra? un'antinomia superata tratta di un argomento ancora
oggi di attualit. Egli sottolinea la confusione lessicale
presente nella famosa diade, che pretende di esprimere una
dimensione filosofica, politica e sociologica insieme. Frank, ex-
marxista, conclude affermando che dopo la presa del potere da
parte dei comunisti in Russia questo schema  diventato assurdo.
[NOTA BENE.: Arakceev, generale dello zar Alessandro I,  rimasto
nella tradizione russa come simbolo di dispotismo e regime
poliziesco. Lo zemstvo e il Tribunale dei giurati erano fra le pi
importanti riforme dello zar Alessandro secondo, esse riguardavano
l'autonomia amministrativa e l'amministrazione della giustizia;
furono poi abolite dal regime sovietico. Belinskij e Herzen erano
due importanti intellettuali della Russia dell'Ottocento. Per
distinguersi dai populisti-socialrivoluzionari, i marxisti avevano
fondato un loro partito, che denominarono partito
socialdemocratico].
S. Frank, Destra o sinistra? un'antinomia superata [1931]
(vedi manuale pagina 206).

 Che cos' la destra, che cos' la sinistra, a quale delle due
correnti associarsi, con quale simpatizzare?
Fino a un recente passato la risposta era chiara per ogni persona
politicamente istruita; la risposta non ammetteva dubbi anche per
noi russi fino al 1917 e soprattutto fino al 1905. La destra era
la reazione, l'oppressione del popolo, la politica di Arakceev, la
soppressione della libert di pensiero e di parola, l'arbitrio
dell'autorit; la sinistra era il movimento di liberazione
santificato dai nomi dei decabristi, di Belinskij e di Herzen,
l'esigenza della legalit e dell'eliminazione dell'arbitrio della
censura e della persecuzione dei dissidenti, la preoccupazione per
l'indigenza delle classi inferiori, la simpatia per lo zemstvo e
il tribunale coi giurati, il sogno della costituzione. La destra
era crudelt, formalismo, inumanit, altezzosit del potere; la
sinistra filantropia, compassione per gli umiliati e offesi,
senso della dignit della persona umana propria e altrui. Le
titubanze non erano possibili: il cuore di ogni uomo onesto batte
a sinistra aveva scritto Heine; perch, a dirla in breve, la
destra era il male e la sinistra il bene.
Tutto questo  scomparso,  precipitato nell'abisso del nulla, s'
dileguato come fumo. Alla giovane generazione attuale, anche di
sinistra, questi sentimenti sono ormai estranei. Nell'emigrazione
russa (e in parte nella Russia stessa) oggi la destra e la
sinistra si sono in parte scambiate di posto: la sinistra 
diventata simbolo di arbitrio, dispotismo, umiliazione dell'uomo;
la destra simbolo degli sforzi per un'esistenza degna dell'uomo.
In una parola, la destra  diventata il bene e la sinistra il
male. Ma tutto ci soltanto in parte; dietro a questa svolta se ne
cela una seconda, molto pi significativa anche se meno manifesta:
il sentimento crescente che le definizioni stesse di destra e
sinistra sono incomprensibili, inadeguate, confuse. Mi permetto
qui una confidenza personale, forse non interessante per il
lettore ma per me necessaria come punto di partenza per le
considerazioni successive. Nella prima giovinezza io, come tutti i
giovani russi istruiti del tempo, ero di estrema sinistra -
marxista, socialdemocratico. Poi mi sono spostato gradatamente a
destra, senza approdare alla vera destra e gravitando piuttosto
al centro fra la destra e la sinistra; ma mi sono sempre sentito
su qualche punto della linea che va da sinistra a destra. Per me,
come per tutti i russi che non avevano perso la coscienza e il
buon senso, la rivoluzione del 1917 fu la spinta immediata a una
decisa virata a destra.
Ma a misura che nella mia anima le emozioni si placarono, ebbe
inizio un nuovo processo: i concetti stessi di destra e di
sinistra incominciarono a farsi casuali, oscillanti, a perdere il
loro significato univoco d'un tempo, a diventare fantomatici e
inattuali. Cominciai ad avvertirvi addirittura qualcosa di
offensivo e di indecente: una persona presa nel vortice e che
cerca di salvare la vita non ha tempo di pensare se  di destra o
di sinistra; a una persona caduta prigioniera di banditi o di
pazzi non interessa la politica dei partiti; un uomo che ha perso
la patria ha perso tutto, compreso il terreno sul quale puntare a
destra o a sinistra. E quando adesso chiedono a me (che per tutta
la vita mi sono interessato ai problemi politici e ne sono stato
sufficientemente informato anche se non ho mai partecipato alla
politica attiva) se sono di destra o di sinistra, provo un senso
di disagio, di confusione, d'impossibilit a fornire una risposta
diretta. Dopo aver meditato su questi sentimenti sono giunto alla
convinzione che dipendono non dall'indeterminatezza della mia
concezione politica ma dall'incongruenza della domanda stessa.
Adesso, invece di rispondere, preferisco chiedere a mia volta. E
Lei a quale partito aderisce: ai guelfi o ai ghibellini?, e mi
diletto a constatare questa volta la confusione del mio
interlocutore.
[...].
Perci nelle parole e nei pensieri confusi dovr continuare ancora
a lungo la lotta fra i concetti superati e ormai fantomatici della
destra e della sinistra; a lungo continueranno ad esistere persone
di destra e di sinistra quando non esiste pi un compito reale di
destra o di sinistra; a lungo questi fantasmi continueranno a
portar confusione sterile e turbamento nella vita sociale
distogliendo dalle crude esigenze della realt. Ma alla fine la
realt, come sempre, superer le idee antiquate, la destra e la
sinistra sopravviveranno unicamente nei testi di storia dove
troveranno pace e collocazione accanto ai guelfi e ai ghibellini.
S. Frank, Destra o sinistra? un'antinomia superata, Russia
Cristiana, Anno quindicesimo, Marzo-Aprile 1974, pagine 15-17 e
29.
